Rs Keine Psychotherapie (Underdog)

 

BEAUTIFULFREAKS – 16/07/2009 – Recensione

«Sette musicisti che con chitarra, basso, pianoforte, trombone, violino, batteria e giocattolini vari fanno da contraltare a due voci, una femminile, dolce ed eterea, ed una maschile, più aggressiva e nervosa, accompagnandoci in un modo di storie grottesche e crepuscolari davvero uniche nel loro genere»

Nicola Bonardi – ROCKIT – 11/06/2009 – Recensione

«Personalità strabordanti e musica dalla qualità ben oltre la media, roba per palati fini ma ben lontana dall'essere snob, roba che la tivvù (e chi comanda) non si filerà mai, ma cui avrebbe creato ponti d'oro in altre epoche forse migliori, certamente più curiose»

Federico Genta – LA STAMPA – 27/04/2009 – Recensione

«Questo cd lascia davvero stupiti, magari non piace subito perché è complesso, perché canzoni così non andranno mai bene a Sanremo, ma va bene così. E' un lavoro di musicisti che conoscono bene i loro strumenti, corde vocali comprese, e che non hanno alcun bisogno di scopiazzare qua e là. Da ascoltare»

Josè Leaci – SALTINARIA – 06/04/2009 – Recensione

«In questo viaggio la voce si confonde col violino, il violino imita il gesso che stride sulla lavagna, entrambi fanno il verso agli uccelli e la fenomenale Barbara Wisniewska fa quello che vuole. Tanto non ha limiti, e gioca a tutto campo»

Daniele Mosca – IMPATTO SONORO – 25/03/2009 – Recensione

«Come in un film ci sono scenografie musicali costruite ad hoc per stupire e per trasportare l’ascoltatore in un viaggio nella mente e nella profondità d’un essenza in bilico tra follia e realtà, proprio quello che emerge in “DoppelPersönlicheit”. “Keine Psychotherapie” è certamente un album importante e che molto altro può generare, la musica è all’anima che parla e loro sanno decisamente farlo»

Massimo Sannella – MESCALINA – 15/03/2009 – Recensione

«Il disco di questi Underdog depista e affascina parimenti e in rapporto alla sua traiettoria orgogliosa di procedere per la sua strada senza curarsi di afflati commerciali o seguire i facili ammiccamenti di un certo mainstream; tutto sprigiona emozione e curiosità da slurpare dall’inizio alla fine»

SENTIRE ASCOLTARE – 01/03/2009 – Recensione

«L’alternarsi delle voci di Barbara e Diego – schizofrenie incrociate di setosa irrequietezza e delirio saturnino – sembrano esalare da una stessa anima inquieta, pasturata dalle memorie senza né freni né appigli della modernità. Eccitanti, estrosi, cupi: teniamoli d’occhio»

Roberto Paviglianiti – L’ISOLA DELLA MUSICA ITALIANA – Recensione

«“Keine Psychotherapie” volta pagina senza tregua, l’ascolto ne beneficia, l’orecchio sobbalza grazie alla miriade di soluzioni ritmico/melodiche proposte; gli Underdog si lasciano amare fin dal primo passaggio e ci appaiono come una rondine capace di far primavera anche da sola, che vola lontana sia dai Quintorigo che dallo stormo consueto e monotono»

Fabio Codias – STORIA DELLA MUSICA – Recensione

«L’asse principale del suono degli Underdog è costituito da una matrice jazz deviata da sonorità ed influenze oblique che vanno dal rock al noise. La trama delle undici composizioni è intessuta dalle due voci: quella schizoide, malata e grottesca di Diego “d.Ego” Pandiscia e quella versatile e tecnicamente eccelsa di Barbara “Basia” Wisniewska»