Rs Petramante - E' per mangiarti meglio

 

Amedeo Contilli - EPHEBIA - 11/10/2010 – Recensione

«Dieci storie che per quaranta minuti ci permettono di abbassare il ritmo e spingere al limite i nostri sensi alla riscoperta di sensazioni che troppo spesso sacrifichiamo alla tirannia dei nostri tempi contratti. Lasciatevi avvolgere dalla musica dei Petramante, partite con loro, e sarà un bel viaggio»

Ross Maya - MUSIC ON TNT – 22/02/2010 - Recensione

«Dieci brani caratterizzati dalla voce di Francesca Dragoni, il cui timbro oscilla (volutamente o no) tra i colori aspri della più nota Dolores O’Riordan e quelli più asciutti e malinconici della nostrana Carmen Consoli, dai ritmi spesso sincopati della batteria di Alessandro e dagli interessanti riff della chitarra di Simone»

Federico Genta - LA STAMPA – 25/01/10 – Recensione

«E’ per mangiarti meglio è un disco sensoriale, in cui spesso si evocano immagini legate alla carne, al tormento e al piacere di vivere. A bilanciare queste sensazioni agresti l’artwork pesca a piene mani nell’immaginario fantastico delle favole: la mela di Cenerentola in copertina, il the di Alice nel paese delle meraviglie, fino alla frase del titolo, ammirata citazione del famoso Lupo di Cappuccetto rosso»

Josè Leaci - SALTINARIA – 16/12/09 – Recensione

«Con una voce interessante come quella di Francesca Dragoni, questi signori arriveranno dove vogliono»

Valentina Zardini - SOUND MAGAZINE – 11/11/09 – Recensione

«C’è una delicata intimità di fondo, su cui potersi accomodare ed ascoltare le emozioni ben cantate da Francesca defluire. La sua voce, vellutata e comunicativa, scivola sui testi introspettivi, talvolta provocatori, espressi con dolcezza o rabbia»

L’ISOLA DELLA MUSICA ITALIANA – Recensione

«Ci si rende conto di essere dinanzi ad una sorta di concept-album che ha come tema dominante l’amore, un amore che, però è spesso sopraffatto da inganni e da trascuratezze»

ECO SEVEN – Recensione

«Il talento non si arresta e definisce solo in ambito musicale, l’originalità di questo gruppo, umbro, spazia concretizzandosi un un esperimento di socializzazione che unisce la musica d’autore con percorsi culinari, facendo del rito del pasto, una occasione di creazione e condivisione»