Rs Colonna Sonora Originale (Dellera)

 

Luciana Apicella - IL FATTO QUOTIDIANO – 13/12/12 – Intervista

«Mi piaceva l’idea di un titolo ad effetto, che rappresentasse senza avere una direzione ben precisa. Non c’è un flusso narrativo preciso perchè è un disco che nasce dagli umori dei miei dieci anni inglesi. Però ad album concluso mi sono accorto che in fondo si trattava di una narrazione fortemente autobiografica, nella quale tutti i tasselli erano collegati tra loro»

Giuseppe Maggioli - LIBERO LIBRO – 04/10/12 – Recensione

«La scrittura confidenziale ricorda il Syd Barrett più acustico e gli ultimi Wilco (quelli di “Sky bleu Sky”). Dellera è capace di creare ottime ambientazioni rock (“Il motivo di sima”) con un sound moderno e una ricerca sonora raffinata (“Il tema di tim e tom”)»

Claudio Lancia - ONDAROCK – 22/08/12 – Recensione

«È un bel disco, "Colonna sonora originale". Convincente, seducente e sorprendente, nel quale Dell'Era inizia a lavorare su un'immagine diversa da quella che lo caratterizza negli Afterhours, dove appare spesso guascone ed iper glam»

Azzurra Funari - IMPATTO SONORO – 29/05/12 – Intervista

«In termini di rivoluzione credo che ci sia un sacco di gente che si sta dando da fare seriamente per creare degli spazi e smuovere un po’ le carte in tavola, per cercare di diffondere una specie di spirito nelle persone e farle avvicinare ad un certo modo di vivere e di concepire le relazioni con gli altri e ovviamente con il mondo dell’arte e della musica in generale»

ROLLING STONE – 17/02/12 – Intervista

«Penso che certa musica, come certa moda, possa rappresentare la sensibilità e il carattere di una parte dell’arte italiana nel mondo»

Dora Renna - I THINK MAGAZINE – 07/02/12 – Recensione

«Direi proprio che vale la pena di ascoltarlo e anche di andare a vedere Dellera in concerto. C'è sentimento, c'è energia, c'è l'esperienza di vita. E c'è la mano di un musicista vero»

Francesco Santoro - LSD MAGAZINE – 13/12/11 – Recensione

Colonna Sonora Originale è un album covato per anni, è opera prima in cui svetta la vena riflessiva, malinconica, a tratti romantica di un musicista che smette i panni rock per l’esordio dall’approccio meditativo»

Enrico Tallarini - OSSERVATORI ESTERNI – 09/12/11 – Recensione

«Diversi sono comunque i momenti riusciti a pieno: dal primo, travolgente singolo “Il Motivo di Sima” alla ballata ninna nanna di “Ami lei o ami me”, canzonetta in stile sixties attualizzata e consapevole. Godibili anche l’andazzo spezzato di “Per niente al mondo” e il cantautorato psichedelico di “Oceano Pacifico Blue”, tra echi dei Radiohead e degli ultimi Verdena, mentre penso che in fondo il disco suona davvero bene»

Alessandra Addari - RIVIERA OGGI – 08/12/11 – Intervista

«La mia musica non è lontanissima da quella degli Afterhours e allo stesso tempo è completamente diversa; è un progetto distinto perché il mio è un lavoro fatto quasi totalmente da me, dagli arrangiamenti al testo, con l’aiuto dei miei collaboratori che sono anche i miei amici, mentre quello degli Afterhours è un lavoro corale in cui tutti abbiamo scritto e contribuito»

Giulia Cavaliere - SENTIRE ASCOLTARE – 07/12/11 – Recensione

«Una chitarra che fa da filo conduttore al McCartney di Revolver e al De Gregori di Alice non lo sa, armonie lievi e riuscitissime, un talento puro e una voce che non ha bisogno di molte carezze e recensioni: tutto questo è un disco nel quale è davvero difficile trovare note stonate o errori»

Max Sannella - STORDISCO – 07/11/11 – Recensione

«Con quest’esordio l’artista Dellera firma il vero soundtrack della sua vita, tra benedizioni rock-cantautorali e numeri pop intimisti su mattonelle da “lento” degli anni sessanta di Fidenco o Bindi “Ami lei o ami me”, undici piste immacolate in cui il “generalistico”, pericolo delle opere prime, non esiste mentre un gusto raffinato pervade dall’inizio alla fine»

Letizia Bognanni - ROCKIT – 31/10/11 – Recensione

«Che film sarebbe quello accompagnato dalla "Colonna sonora originale" scritta da Roberto Dell'Era? Io mi immagino una storia forse ambientata negli anni sessanta o giù di lì, sicuramente con protagonisti dei giovani non stereotipati, un po' ribelli e intellettuali»

Annalisa Pruiti Ciarello - MESCALINA – 27/10/11 – Recensione

«Dellera è un collezionista d'emozioni, sapientemente unificate sotto un unico titolo; quest'album è la sintesi di mondi differenti, di stili antitetici che si richiamano formando il profilo del poliedrico artista di Milano»

Katia Arduini - LOST HIGHWAYS – 24/10/11 – Recensione

«Scordatevi il rock potente degli Afterhours. Quello che avete tra le mani è un piccolo gioiellino. Un album dalle sonorità tendenti al sixties, che pescano da quelle tonalità british che l’artista ha appreso negli anni di vita londinese»

LET LOVE GROW – 14/10/11 – Recensione

«Dellera, che ha abbandonato l’apostrofo che gli spetterebbe all’anagrafe, è un artista posato, che produce piccole storie magiche in cui non c’è una parola di troppo, dove il numero delle note è sempre quello giusto»

David Drago - SHIVER WEBZINE – 11/10/11 – Recensione

«E' un disco da ascoltare attentamente, concentrati. E allora si viene presi da un vortice che gira lentamente, in modo da non stordirci, ma da accompagnarci in un esperienza musicale unica, quasi lisergica ma alla vecchia maniera, quella dei tempi buoni che prima o poi torneranno, perchè è un mosaico di esperienze diverse perfettamente amalgamate»

Francesco Caprai - MUSICA ROVINATA – 10/10/11 – Recensione

«Il revival c'è nei limiti di quanto è giustificabile la sua presenza, ovvero nella scelta di melodie, di strumentazione usata magari, di sonorità scelte. Ma poi ogni canzone (inutile citarne una) è storia a sé, con arrangiamenti sempre studiati nel dettaglio, una qualità sopraffina, una cura del particolare che nei citati anni sessanta avevano davvero in pochi»

GRANDI PALLE DI FUOCO – 08/10/11 – Recensione

«Un vero e proprio gioiello insomma, di cui l’amore è il tema portante con qualche digressione lucida sulla realtà odierna... ma è un disco anche che non ha bisogno di spiegazioni ai testi oltremodo, tanto l’intimità delle parole è connessa alla musicalità che esso esprime»

EPHEBIA – 01/10/11 – Recensione

«Proprio perché registrato in analogico, ma soprattutto per gli arrangiamenti musicalmente ben fatti e completi, le sonorità risultano sicuramente vintage riportandoci alla musica leggera degli anni 60»

Dejaniara Bada - JAY MAG – Recensione

«Poesia, romanticismo, sensibilità, consapevolezza, bravura. Questo e molto altro è Roberto Dell’Era. Meglio conosciuto come il bassista degli Afterhours, Roberto non farà fatica ad affermarsi anche come artista solista»

Gustavo Tagliaferri - MAG MUSIC – Recensione

«Un titolo che dice tutto, dal momento che le sue undici canzoni potrebbero essere la proiezione audio di un immaginario lavoro che vede Dell’Era stesso come regista, compositore e sceneggiatore, e forse anche attore: inseguimenti, scene d’amore, rivelazioni e colpi di scena. Un insieme di storie possibili in quelli che potrebbero essere gli anni ’60 nei nuovi anni ’10»

Margherita Simonetti -ROCK REBEL -Recensione

«Un lavoro dall’effetto acustico vintage che si pone in uno spazio temporale indefinito, sicuramente lontano da quel digitale un po’ di massa e che, grazie alla registrazione in analogico, ne fa guadagnare parecchio al sound premiando l’artista, o meglio, gli artisti, poiché gli esecutori partecipanti a questo viaggio sono di alto lignaggio, pertanto e di conseguenza, gli arrangiamenti diventano preziosi tanto da conferire un valore aggiunto al già nobile livello di base»

Diego Zilioli - STORIA DELLA MUSICA – Recensione

«“Colonna Sonora Originale” è un album trasversale, uno di quelli che attraversa le ere e i generi senza mai correre il rischio di farsi ingabbiare in una categoria che lo definisca completamente»

Antonio Giovanditti - VIVA LOW COST – Recensione

«L'album di Roberto Dell'Era è bello. Di quella bellezza vintage che scaturisce da un sound old style e da scelte stilistiche ben precise. "Colonna sonora originale" è il primo album solista di Dell'Era, già bassista degli Afterhours»

L'ISOLA DELLA MUSICA ITALIANA - Recensione

«Un disco attento ai particolari, alla scelta dei colori e che, nel rievocare gli anni 60 in maniera esemplare è capace di trasportare l'ascoltatore in uno scenario dove tempo e spazio non esistono più»

YOUTH LESS FANZINE – Recensione

«Un disco [...] sospeso tra il cantautorato italiano e la verve tipicamente inglese del buon Roberto. Undici episodi di un film che non è ancora stato scritto e che dovrebbe avere una fotografia deliziosa, attori ignoti e un lieto fine»

Federico Rasetti - MUSIC ZOOM – Intervista

«Per quello che ho potuto constatare io l’El Dorado non esiste. E’ iniziato tutto perché stavo con una ragazza irlandese che per un anno e mezzo insegnò inglese in Italia, quando tornò a Dublino colsi l’occasione e la seguii.
 Lì venne a trovarmi Jason, amico e collaboratore inglese che conobbi a Parigi e col quale feci un paio di Interrail pazzeschi suonando un po’ ovunque; con lui decidemmo di formare una band»

Elena Rebecca Odelli - NEWSIC – Intervista

«La foto della copertina non sapevo neanche di avercela. E’ una foto che mi ha fatto una mia amica, alle sette di mattina, sul tetto di una casa a Birmingham. Non c’è tantissimo di Milano. Forse il suono di Milano. Oddio Milano ha un suono. Non so se effettivamente ce l’ha»

 

Video del singolo "Il motivo di Sima" presentato in esclusiva per XL:
http://videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/2011/06/27/roberto-dellera-in-esclusiva-per-xl/

Dellera suona "Stay" in esclusiva per IL MUCCHIO:
http://ilmucchio.it/mucchio-tv/anteprima-dellera-stay/

Intervista per RADIO DIMENSIONE MUSICA:
http://www.radiodimensionemusica.it/drupal/node/354

Videointervista per INDIE EYE:
http://www.indie-eye.it/recensore/news/dellera-colonna-sonora-originale-la-video-intervista-indie-eye-it.html

Videointervista per RE MOOD:
http://www.re-mood.com/blog/report/la-colonna-sonora-di-dellera-soci-le-nostre-interviste